
Piani di Pezza
Una piana di circa 5 km tra faggete e pareti calcaree, dal paesaggio quasi lunare. Porta d'accesso al Velino e al Rifugio Sebastiani.
Due massicci oltre i 2.300 metri, faggete secolari, piane carsiche e gole profonde. L'Altopiano delle Rocche ne è il cuore, e Rocca di Mezzo ne ospita la sede.
Foto: Sbaliva · Public domain
L'Altopiano delle Rocche è una grande conca carsica a una quota tra i 1.200 e i 1.450 metri. A ovest lo chiudono i Monti della Magnola e il Monte Rotondo, a nord-ovest il gruppo Ocre–Cagno, a sud-est il massiccio del Sirente.
Verso est la conca si apre sulla valle dell'Aterno, verso sud-ovest su Celano e la Piana del Fucino. Più in alto, isolati verso il Velino, ci sono i Piani di Pezza, tra 1.450 e 1.550 metri.
Nelle notti serene l'aria fredda ristagna sul fondo delle piane: per questo qui si registrano alcune delle temperature più basse dell'Appennino. E nelle giornate limpide, dai pendii si vede il Gran Sasso.
2.486 m
Monte Velino, la vetta più alta del Parco
2.348 m
Monte Sirente
1989
Anno di istituzione del Parco
−37,4°
Piani di Pezza, febbraio 2012

Una piana di circa 5 km tra faggete e pareti calcaree, dal paesaggio quasi lunare. Porta d'accesso al Velino e al Rifugio Sebastiani.

Pareti altissime e vicinissime, scavate dal torrente La Foce. Insieme alla Serra di Celano e alla Val d'Arano formano un sito di interesse comunitario.

Una valle dolce e tranquilla sopra Ovindoli, tra prati, boschi, una falesia e i ruderi della Rocca de Àrano e della chiesa di Sant'Angelo.

Il gigante del Parco con i suoi 2.486 metri. Si sale dai Piani di Pezza passando per il Rifugio Sebastiani: un'escursione lunga, da fare con esperienza.

La parete nord del Sirente domina i Prati del Sirente. Qui si trova una conca circolare di circa 130 m con un laghetto stagionale, che alcuni studiosi attribuiscono all'impatto di un meteorite.

Una vasta piana carsica circondata da cime oltre i 2.000 metri: d'inverno piste da sci, d'estate pascoli per cavalli e mucche.
Il simbolo è il camoscio appenninico, reintrodotto sul Sirente e oggi non più a rischio di estinzione grazie ai progetti di tutela. Per proteggerlo, in alcune aree specifiche l'accesso è vietato: rispetta sempre la segnaletica.
L'orso marsicano frequenta il Parco: nel 2026 l'Ente ha consegnato 55 pollai anti-orso agli allevatori per favorire la convivenza.
Foto: Bouke ten Cate · CC BY 4.0
Sui versanti esposti a nord crescono grandi faggete, che in autunno si accendono di rosso e oro. Più in alto, le praterie d'altura si coprono di fiori in primavera ed estate.
Tra maggio e giugno è la volta dei narcisi, che imbiancano i prati intorno a Rocca di Mezzo. In autunno, nei boschi, compaiono i funghi: la raccolta è regolamentata.
Il Parco aderisce alla Carta Europea del Turismo Sostenibile e sta preparando la strategia 2027–2031. Ognuno può fare la sua parte.
Segui la segnaletica e rispetta le aree di protezione della fauna.
Non avvicinarti agli animali e non dar loro da mangiare. Usa un binocolo.
Per la loro sicurezza e per quella della fauna selvatica e del bestiame al pascolo.
Accendi fuochi e barbecue solo nelle aree attrezzate e autorizzate.
Fotografa narcisi e orchidee, ma non raccoglierli.
Quello che porti in montagna torna a valle con te.
Regolamenti ufficiali (droni, campeggio, raccolta) nella sezione "Atti e Regolamenti" del sito del Parco.
Viale XXIV Maggio, 67048 Rocca di Mezzo (AQ)
Tel. 0862 916601 · info@sirentevelino.it
Centri visita nel territorio del Parco, tra cui il Museo del Cielo ad Aielli.